La mostra si snoda su un filo narrativo. Le sagome che dal ponte di Ca' Foscari accompagneranno il visitatore sin entro l'area espositiva (una, alta 5 m, a costituire di per sé l'entrata della rassegna e il segnale della sua presenza sul Canal Grande) sottolineano bene il ruolo dei personaggi all'interno del percorso. Il piano terreno è organizzato in modo da attirare il visitatore all'interno delle suggestioni della civiltà artistica etiopica: serie di fotografie, filmati, musiche lo accompagnano alle acqueforti di Lino Bianchi Barriviera sulle chiesi rupestri fatte erigere dal re Lâlibalâ (XII-XIII sec.), da cui prende nome la città santa costruita sulle montagne del Lasta. Scorci e decorazioni di questi edifici saranno proiettati sulle pareti delle sale adiacenti al salone d'ingresso, sul cui soffitto sarà invece proiettato una sorta di rotolo magico random, realizzato a partire dalle combinazioni degli elementi iconografici di quelli esposti in mostra. Nella sala di collegamento al piano superiore una processione circonda vetrine con croci astili (cifra di collegamento dell'intera esposizione) e invita lo spettatore a salire al secondo salone, dove lo attende il Mappamondo di fra' Mauro, capolavoro cartografico della Biblioteca Marciana. Questo secondo salone è tutto giocato sul denso simbolo del libro: codici miniati e rotoli magici, giustapposti alle prime testimonianze dei viaggiatori europei in Etiopia. Quattro sale contigue allineano parecchie decine di preziose icone, totalmente inedite, dal XV al XIX sec., mentre una si incentra sulla figura di Nikolaus Brancaleon, il pittore veneziano inviato dal doge in Etiopia nell'ultimo scorcio del '400, mostrando alcune sue opere e i preziosi libri di modelli che scaturiscono dal suo arrivo in terra d'Africa.
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13 marzo - 10 maggio 2009, Ca' Foscari Esposizioni, Dorsoduro 3246, Venezia | Contatti