La croce è il simbolo principe del Cristianesimo. In Etiopia essa assume un valore e un’importanza particolare ed è presente in ogni momento della vita religiosa e della quotidianità dei cristiani etiopici; essa è in tutti i sensi il collante di questo popolo, riunendo sotto di sé ogni uomo e ogni donna, siano questi laici o ecclesiastici, giovani o vecchi, secondo diverse forme e modalità.
Infatti il simbolo della croce connota tutti gli elementi del rito: lo troviamo tatuato sulla fronte o appeso al collo dei catecumeni (croci pettorali), sui bastoni del pellegrini (le croci astili), nei particolari architettonici nelle pitture murali e nelle piante delle chiese (chiesa di San Giorgio a Lalibela), nelle mani dei sacerdoti e dei diaconi (croci manuali).
Le più importanti sono le croci devozionali, come quelle esposte in mostra, oggetti preziosi e carichi di significato. I materiali e la decorazione possono essere di tipologie differenti, così come il tipo stesso di croce, tanto che questi oggetti sono classificabili in tipi, sottotipi e gruppi. Osservando una processione potremmo trovare croci in ferro battuto, in rame o bronzo fabbricate con la tecnica “a cera persa”, in lamina d’argento intagliata o in legno scolpito; forme a croce greca o latina, inserite in un quadrato, in un rombo o in un cerchio, caratterizzate da una rete metallica come una texture e così via, a formare un catalogo straordinariamente variegato di oggetti.
La distinzione più importante riguarda la funzione di questi oggetti: possiamo infatti suddividere le croci devozionali in:
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Croci astili
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Croci manuali
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Croci pettorali