Multimedialità
“Nigra sum sed formosa” è la prima rilevante mostra sull'arte religiosa etiopica che si tiene nel nostro Paese. Essa tuttavia si caratterizza anche per il fatto che accanto alle opere originali compariranno, e non in posizione subordinata, materiali tipici di un ambito multimediale: immagini fotografiche ad alta definizione proiettate a tutta parete, video di archivio e altri realizzati per la circostanza, spezzoni di film e di documentari, registrazioni musicali: la mostra avrà un'apposita e articolata colonna sonora, che varia di sezione in sezione, ma sono previste anche guide multimediali piuttosto originali. Nelle settimane precedenti l'inaugurazione Il prof. Stanislaw Chojnacki, patriarca degli studi moderni sull'arte etiopica, risponderà a una serie di domande: le sue risposte saranno riprese cinematograficamente e trasmesse in loop negli stessi punti del percorso espositivo dove è avvenuta la ripresa, su schermi ad altezza naturale e ad alta definizione, con un notevole effetto illusionistico, quasi mettendo a disposizione dei visitatori una guida-ologramma. Così faranno altri membri del comitato scientifico. Ulteriori materiali invece saranno trattati in modo da consentire una visione stereoscopica, tridimensionale, di superfici bidimensionali. La multimedialità consente prima di tutto di ricostituire un contesto più credibile alla singola opera e ciò potrà garantire al visitatore una più adeguata conoscenza dell'arte etiope, specie per quanto riguarda manufatti non trasportabili. Si tratta tuttavia anche di uno specifico obiettivo dell'iniziativa, ossia quello di promuovere, a partire dagli studenti avanzati dell'ateneo veneziano, nuovi profili professionalizzanti: le funzioni di raccolta, organizzazione, presentazione e gestione di materiali audiovisivi multimediali sono infatti destinate a giocare nel prossimo futuro un ruolo crescente nel cosiddetto edutainment.
Università come laboratorio
Ca' Foscari è tra i pochissimi atenei italiani a disporre per le attività espositive di spazi autonomi di tale importanza: quasi mille mq affacciati su uno dei punti più prestigiosi del Canal Grande, che costituivano un tempo la residenza quattrocentesca di Ca' Giustinian dei Vescovi. L'impianto di Ca' Foscari Esposizioni, i calendari, i criteri di verifica delle proposte entrano a pieno titolo in un progetto formativo che ha come obiettivo quello di aggiornare le funzioni di progettazione, realizzazione e gestione di eventi culturali, sulla base di scenari multimediali che si impongono ormai come non più differibili. Ogni mostra che si svolge coinvolge quindi docenti, dottorandi, specializzandi dell'ateneo: specie questi ultimi imparano così ad affrontare la progettazione di un allestimento, a ricevere e a restituire un'opera d'arte verificandone le condizioni, a studiare l'organizzazione di un book-shop, ma anche e soprattutto a impiegare dispositivi, strumenti e archivi di materiali multimediali, costruendone a loro volta di nuovi mediante le riprese dei back-stage, le interviste ad artisti, specialisti e a semplici utenti, la realizzazione di particolari inquadrature delle opere d'arte esposte o la proposta di accostamenti musicali. Venezia diviene così, oltre che uno dei più densi contenitori di segni artistici del mondo, anche un laboratorio in cui sperimentare nuove tecniche di fruizione dell'arte. In questa prospettiva Ca' Foscari ha registrato una sintonia molto positiva con Banca Popolare FriulAdria (gruppo Crèdit Agricole), tanto nella condivisione delle linee generali su cui sviluppare la ricerca che degli obiettivi di fondo: agli esperimenti condotti nel 2008 per gli incontri di “Aspettando Punta della Dogana” fanno seguito quest'anno quelli per la mostra sull'arte sacra etiopica e per la personale di Bruce Nauman (giugno-ottobre), ma il rapporto sembra avviato a divenire permanente.
13 marzo - 10 maggio 2009, Ca' Foscari Esposizioni, Dorsoduro 3246, Venezia | Contatti